sabato, marzo 6, 2021

I TRIBUTARISTI INT HANNO PRESENTATO LE LORO PROPOSTE RISOLUTIVE DURANTE LA CONSULTAZIONE PUBBLICA LANCIATA DALLA COMMISSIONE EUROPEA

Roma, 12 febbraio 2021 – La Commissione Europea ha stimato il divario di gettito IVA nel 2020 in 164 miliardi di euro. I Tributaristi INT hanno partecipato alla consultazione pubblica proponendo: introduzione della  fattura elettronica europea, armonizzazione delle aliquote e scambio di dati su unica piattaforma digitale.

Dopo il rapporto 2020 sul divario del gettito dell’IVA a livello UE,  la Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica per avere indicazioni su come poter contenere  il gap tra l’IVA effettivamente incassata dai Paesi membri e quella che era stata preventivata, divario negativo di 140 miliardi di euro per il 2018 e stimato in 164 miliardi per il 2020, ovviamente tenendo conto del peso della pandemia. L’ Istituto Nazionale Tributaristi (INT), come in altre occasioni, ha partecipato alla consultazione fornendo alcune indicazioni, quali l’utilizzo a livello europeo della fatturazione elettronica, l’armonizzazione delle aliquote IVA  e lo scambio dei dati amministrativi e commerciali tramite un’unica piattaforma digitale, sia per le attività produttive, sia per le autorità nazionali.

Riccardo Alemanno

Riccardo Alemanno

Il Presidente dell’INT Riccardo Alemanno, che ha contribuito direttamente alla formulazione delle indicazioni alla Commissione europea, ha sottolineato:  “Fermo restando che resta prioritaria la problematica sanitaria e che occorre riuscire a contenere gli effetti del Covid-19 altrimenti l’economia continuerebbe ad essere ostaggio di una sorta di perverso gioco dell’oca, al di là dell’armonizzazione dell’IVA e della digitalizzazione delle fatture che abbiamo indicato alla Commissione europea, sarebbe necessaria l’armonizzazione dei sistemi fiscali dei Paesi membri al fine di evitare differenziazioni che incidono inevitabilmente sugli scambi e sulla stabilizzazione di attività produttive nei Paesi con una pressione fiscale meno invasiva, non di meno dovrebbero essere anche attuati stessi sistemi di controllo sulla correttezza amministrativa e fiscale delle attività produttive in ciascun Stato membro. L’auspicio è che comunque, l’ambizioso e condivisibile progetto dell’UE per rafforzare la cooperazione e la condivisione di informazioni tra gli Stati membri e le autorità competenti, non produca ulteriori effetti di burocratizzazione e complicazione di un sistema già di per sé estremamente farraginoso e che invece deve essere semplificato.”

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