martedì, aprile 23, 2019

Presentazione Confassociazioni Coaching

 

La Branch  CONFASSOCIAZIONI COACHING

Video presentazione: https://www.radioradicale.it/scheda/525872?p=0&s=2564&t=3007&f=0

ha come finalità la costruzione comune e condivisa, per  le Associazioni di Coaching confassociate ed i vari Stakeholder del Coaching in Italia, nel pieno rispetto della loro autonomia individuale, di azioni volte ad accrescere la corretta conoscenza ed uso del Coaching Professionale di Qualità, operato dai Professionisti confassociati :

A) facendo rete con le varie Associazioni Professionali confassociate (rappresentanti più di 500.000 Professionisti non ordinistici di cui alla Legge 4/2013-Disciplina delle Professioni non organizzate in Ordini o Collegi) e con le non confassociate, così come con gli Ordini Professionali;

B) facendo rete con il Legislatore, Il Governo, la Pubblica Amministrazione, il Paese, la Società italiana nelle sue varie articolazioni;

C) facendo rete, per un corretto branding istituzionale del Coaching di Qualità, operato dai Coach Professionisti delle Associazioni Confassociate, anche presso il tutto il Pubblico e non più solo presso il Pubblico specialistico-professionale (HR-Manageriale).

Quanto sopra secondo la specifica previsione dell’Art.3 della Legge 4/2013:

Art. 3 L.4/2013 – Forme aggregative delle Associazioni – comma 3’ :                                                             “Le  forme  aggregative  hanno  funzioni di   promozione  e  qualificazione  delle  attività  professionali che rappresentano,  nonché di divulgazione delle informazioni e delle conoscenze ad esse connesse  e  di  rappresentanza  di  istanze  comuni  nelle  sedi politiche e istituzionali…”

 

COORDINAMENTO

Alessandro LoRusso – presidente.coaching@confassociazioni.eu

Claudia Crescenzi – vp1.coaching@confassociazioni.eu

Carlotta Rizzo – vp2.coaching@confassociazioni.eu

Andrea Franceschi – Segr.Gen.- sg.coaching@confassociazioni.eu

 

 

Valore aggiunto di CONFASSOCIAZIONI COACHING

Ad ulteriore complemento di quanto più sinteticamente espresso sinora, se si vuole entrare maggiormente nel dettaglio dello specifico valore aggiunto di Confassociazioni Coaching rispetto al Sistema delle Associazioni Professionali di Coaching Confassociate si deve dire che, in base al combinato disposto di:

Legge 4/2013 – Disciplina delle Professioni non organizzate in ordini o collegi (Gen.2013)

Norma UNI 11601-Coaching: Definizione, Classificazione, Caratteristiche e Requisiti del Servizio (Nov.2015) *

Norma UNI 1601326-Attività professionali non regolamentate – Coach – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza (in corso di emanazione nel 2′ semestre 2017) *

Regolamento Tavolo Confassociazioni Coaching (24 Mag 2017)

è in essere il seguente quadro normativo:

 

(dal Regolamento Tavolo Confassociazioni Coaching):

Il tavolo CONFASSOCIAZIONI COACHING, sulla falsariga della costruttiva esperienza di collaborazione tra le Associazioni di Coaching al Tavolo UNI che ha dato origine alla Norma UNI sul Servizio di Coaching ed a quella sulle Competenze professionali dei Coach, si propone di collaborare ad azioni comuni miranti ad estendere la migliore conoscenza ed utilizzo in Italia dei servizi di coaching professionale di qualità, erogati da Coach iscritti al sistema delle Associazioni  partecipanti al tavolo stesso.

A mero titolo di esempio non vincolante le azioni comuni istituzionali possono essere finalizzate a:

– Fare rete con tutte le Associazioni professionali confassociate rappresentanti ad oggi più di  500.000 Professionisti non ordinistici, regolamentati ex Lege 4/2013 ;

– Fare rete con il Legislatore, il Governo, la Pubblica Amministrazione, eventuali Sponsor, il Paese;

– Fare rete per una azione comune concordata di branding istituzionale, relativa al Coaching di qualità, anche con il grande Pubblico Retail  (non più solo con il Pubblico professionale HR/Manageriale).

Confassociazioni Coaching è uno spazio collaborativo comune per lavorare al miglioramento continuo del Sistema Confassociativo del Coaching di qualità, al miglioramento della conoscenza e diffusione, quindi, dell’uso informato e consapevole, del Coaching, al miglioramento degli standard delle singole Associazioni e dei Professionisti associati, al miglioramento della tutela dei Clienti del Coaching, al miglioramento del Paese.

 

(dal sito UNI Progetto di Norma in corso di emanazione 1601326 sulle Competenze del Coach Professionista)*:

“La futura norma intende definire e qualificare la Professione, dare certezze e garanzie di qualità alla domanda di Coaching (organizzazioni, persone, gruppi) ed all’offerta di Coaching (Professionisti Coach già presenti sul mercato, Professionisti che vorranno intraprendere la professione, scuole e Associazioni di Coaching).

Normare il processo di qualificazione professionale del Coach consente l’assunzione di responsabilità consapevole e competente del Professionista Coach e di tutti i soggetti coinvolti nel servizio.

 Al contempo la norma potrà essere, per il Coach Professionista, un utile strumento per mettere in evidenza le proprie competenze sulla base di una norma nota anche al Cliente.

I requisiti di conoscenza, abilità e competenza della figura professionale del Coach sono definiti in conformità al quadro europeo EQF” *

(dalla Norma UNI 11601/2015)*:

Norma UNI 11601-“Coaching: Definizione, Classificazione, Caratteristiche e Requisiti del Servizio” – entrata in vigore il 12/11/2015 *:

 

“Il Coaching  è  un programma di potenziamento e sviluppo delle risorse e delle competenze guidato dal professionista (Coach) in partnership con la persona (Coachee) (o il Team-ndr) che si avvale di modelli, metodi e tecniche di coaching e si sviluppa in un processo strutturato in fasi, tempi  e piano di azioni… gli ambiti  di applicazione del servizio di coaching sono in continuo aggiornamento… Business, Career, Corporate, Executive, Life, Parent, Performance, Sport, Target Specifici, Teen.” *

 

 

*  “La riproduzione dei precedenti stralci di  norme UNI  è stata autorizzata da UNI Ente Nazionale Italiano di Unificazione. L’unica versione che fa fede ai sensi di Legge è quella originale reperibile in versione integrale presso UNI Via Sannio 2 20137 Milano, tel.02-70024200, fax 025515256 e-mail: diffusione@uni.com , sito  internet www.uni.com” (aut.Uni alla pubblic. conc. in data 7Giu2017)

 

(dalla Legge 4/2013):

Per il Professionisti non ordinistici (cioè appartenenti alle cosiddette Libere Professioni non regolamentate che non prevedono esame di stato ed iscrizione ad un Albo Professionale), come i Coach Professionisti, La Legge 4/2013 NON  PRESCRIVE  ALCUN OBBLIGO DI ISCRIZIONE AD ALCUNA ASSOCIAZIONE PER POTER  ESERCITARE IL COACHING.

“nel rispetto dei principi dell’Unione europea in materia di concorrenza e di libertà di circolazione”, il coaching professionale rientra, infatti, tra le “Attività economiche, anche organizzate, volte alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitate abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art. 2229 Cod.Civile, delle professioni sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio, disciplinati da specifiche normative”;

L’esercizio della professione è libero e fondato sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica, nel rispetto dei principi di buona fede, dell’affidamento del pubblico e della clientela, della correttezza, dell’ampliamento e della specializzazione dell’offerta dei servizi, della responsabilità del professionista… in forma individuale, in forma associata, societaria, cooperativa o nella forma del lavoro dipendente” (art.1, L.4/13).

Possono svolgere l’attività anche i professionisti non iscritti ad alcuna associazione o iscritti ad associazioni non presenti sul sito del Ministero Sviluppo Economico.

FATTO SALVO  L’OBBLIGO DI INSERIRE IN TUTTI I DOCUMENTI IL RIFERIMENTO:                                                “ATTIVITÀ PROFESSIONALE DI CUI ALLA LEGGE 4/2013” (L’inadempimento rientra tra le sanzionate pratiche commerciali scorrette tra professionisti e consumatori).

La disposizione è volta a rendere il più chiaro possibile il rapporto con il consumatore, evitando ogni incertezza sul contenuto delle attività e sulle caratteristiche del servizio reso dal professionista.

I coach professionisti POSSONO (senza alcun obbligo): “costituire Associazioni a carattere professionale di natura privatistica, fondate su base volontaria, senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva, con il fine di valorizzare le competenze degli Associati e garantire il rispetto delle regole deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza”. (art.2 L.4/2013)

La ratio della L.4/13 è quindi quella di permettere la costituzione di libere Associazioni, no profit che, in un libero mercato professionale ed concorrenza/collaborazione tra loro, formino permanentemente i propri coach associati, vigilino sul rispetto del codice deontologico, al quale i rispettivi associati hanno liberamente aderito ed aumentino l’informazione e la tutela disponibili al Pubblico dei potenziali coachee.

L’obiettivo della legge NON E’ quello di istituire dei registri che delimitino il perimetro di chi può esercitare il coaching in Italia e chi non può (come avviene con gli Albi professionali delle professioni ordinistiche) ma di agevolare la scelta informata e consapevole da parte dei clienti in un mercato delle professioni altamente trasparente e concorrenziale, quindi teso ad assicurare il miglior servizio al minor prezzo ai clienti, eliminando qualsiasi rendita di posizione anticoncorrenziale.

 

La L.4/13 prescrive le caratteristiche che gli statuti delle Associazioni Professionali devono avere:

“garantire la trasparenza delle attività e degli assetti associativi, la dialettica democratica tra gli associati, l’osservanza dei principi deontologici, nonché una struttura organizzativa e tecnico-scientifica adeguata” (art 2 L.4/2013).

 

Le Associazioni, quindi:

-promuovono la formazione permanente dei propri iscritti;

-adottano un codice di condotta;

-vigilano sulla condotta professionale degli associati e stabiliscono le sanzioni disciplinari;

-istituiscono uno sportello di riferimento per il cittadino consumatore a cui rivolgersi in caso di contenzioso con i professionisti, nonché ottenere informazioni relative all’attività professionale in generale e agli standard qualitativi richiesti agli iscritti. (art.2 L.4/2013)

-pubblicano nel proprio sito web gli elementi informativi che presentano utilità per il consumatore, secondo criteri di trasparenza, correttezza, veridicità (art.3 L.4/2013) (atto costitutivo e statuto; precisa identificazione delle attività professionali cui l’associazione si riferisce; composizione degli organismi deliberativi e titolari delle cariche sociali; struttura organizzativa dell’associazione; requisiti per la partecipazione all’associazione, con particolare riferimento ai titoli di studio relativi alle attività professionali oggetto dell’associazione, all’obbligo degli appartenenti di procedere all’aggiornamento professionale costante e alla predisposizione di strumenti idonei ad accertare l’effettivo assolvimento di tale obbligo e all’indicazione della quota da versare per il conseguimento degli scopi statutari; assenza di scopo di lucro; codice di condotta con la previsione di sanzioni graduate in relazione alle violazioni poste in essere e l’organo preposto all’adozione dei provvedimenti disciplinari dotato della necessaria autonomia; l’elenco degli iscritti, aggiornato annualmente; le sedi dell’associazione sul territorio nazionale, in almeno tre Regioni (se richiedenti il riconoscimento al MISE di conformità alla L.4/2013); la presenza di una struttura tecnico-scientifica dedicata alla formazione permanente degli associati, in forma diretta o indiretta; l’eventuale possesso di un sistema certificato di qualità dell’associazione conforme alla norma Uni En Iso 9001 per il settore di competenza; le garanzie attivate a tutela degli utenti, tra cui la presenza, i recapiti e le modalità di accesso allo sportello consumatori)(art.5 L.4/2013)

L’elenco delle associazioni professionali in possesso dei requisiti ivi previsti è pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico sul proprio sito internet.(art.2 L.4/2013)

Le associazioni possono scegliere di autorizzare i propri iscritti a utilizzare il riferimento all’associazione come marchio/attestato di qualità dei propri servizi rilasciando le seguenti Attestazioni:

(Le attestazioni NON sono requisito indispensabile per l’esercizio dell’attività professionale)

-regolare iscrizione del professionista all’associazione con numero di iscrizione;

-requisiti necessari alla partecipazione all’associazione stessa;

-standard qualitativi e di qualificazione che gli iscritti sono tenuti a rispettare ai fini del mantenimento dell’iscrizione all’associazione;

-garanzie fornite dall’associazione all’utente, tra cui l’attivazione dello sportello utenti;

-eventuale possesso della polizza assicurativa per la responsabilità professionale del professionista;

-eventuale possesso di una certificazione, rilasciata da un organismo certificatore indipendente terzo, relativa alla conformità alla norma tecnica Uni relativa alla specifica professione.

La L.4/2013 ha istituito, inoltre, la possibilità di “Certificazione” con valore legale, della professionalità dei Coach, attraverso la definizione di norme professionali a cura dell’UNI e la certificazione di conformità alle norme UNI stesse da parte di organismi certificatori terzi indipendenti (diversi dalle Associazioni Professionali), accreditati presso l’Ente nazionale di accreditamento (Accredia) che verificano che il singolo professionista “certificato” soddisfi determinati standard previsti dalle norme tecniche UNI di riferimento sul coaching.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, anche attraverso il proprio sito web, promuove l’informazione al pubblico, sull’emanazione di nuove norme tecniche UNI relative alle varie attività professionali, tra cui il coaching.

 

Le associazioni possono, infine, costituire Associazioni di Associazioni (come Confassociazioni Coaching) per:

-promozione;

-qualificazione delle attività professionali;

– divulgazione delle informazioni e delle conoscenze

-rappresentanza delle istanze comuni nelle sedi politiche e istituzionali.